Una situazione di forte difficoltà economica causata da eventi imprevedibili ha trovato una soluzione grazie agli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il Tribunale di Agrigento ha infatti omologato un piano di ristrutturazione dei debiti a favore di una famiglia residente a Racalmuto, consentendole di affrontare un’esposizione debitoria non più sostenibile.
L’origine della crisi risale al grave peggioramento delle condizioni di salute di uno dei coniugi, circostanza che ha determinato la perdita della capacità lavorativa e, di conseguenza, l’impossibilità di far fronte agli impegni economici assunti nel tempo.
La procedura è stata predisposta dalla commercialista Cristina Zicari, con il supporto della gestore della crisi Alessandra Fiaccabrino, nominata dall’Organismo di Composizione della Crisi dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Agrigento. Il piano è stato successivamente approvato dal Tribunale.
L’indebitamento complessivo della famiglia ammontava a circa 87.000 euro, mentre il progetto di rientro omologato prevede il pagamento di 36.000 euro, attraverso un piano che garantisce il soddisfacimento integrale dei crediti prededucibili e un pagamento parziale delle altre categorie di creditori, nel rispetto delle disposizioni previste dalla normativa.
Durante il procedimento, uno dei creditori garantiti da ipoteca ha accettato una proposta migliorativa che ha consentito di estendere il piano di rimborso fino a 84 rate mensili, soluzione che ha contribuito a superare le criticità emerse nella fase istruttoria.
Nelle motivazioni del provvedimento, il Tribunale ha evidenziato come lo stato di sovraindebitamento non fosse il risultato di una gestione imprudente delle finanze familiari, bensì la conseguenza diretta di circostanze eccezionali e non prevedibili, legate alle condizioni di salute di uno dei componenti del nucleo.
Con l’omologazione del piano prende avvio la fase esecutiva della procedura. Fino al completamento dei pagamenti previsti, i debitori dovranno rispettare le limitazioni stabilite dalla legge, che comprendono l’impossibilità di contrarre nuovi finanziamenti o compiere atti di straordinaria amministrazione senza le necessarie autorizzazioni.
Questa vicenda rappresenta un esempio concreto di come gli strumenti introdotti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza possano offrire una reale opportunità di risanamento a famiglie e privati che, a causa di eventi indipendenti dalla propria volontà, si trovano in una condizione di grave difficoltà economica. L’obiettivo della normativa è infatti quello di favorire un equilibrio tra la tutela dei creditori e la possibilità per il debitore di ricostruire la propria stabilità economica nel rispetto di un piano sostenibile.

